Le donne storicamente non hanno avuto spazio per la pratica dei loro linguaggi, se non al chiuso delle case, nelle grandi cucine e nei lavatoi. Ora le abitazioni sono piccole, dotate di televisione, e tutti i linguaggi riconosciuti sono impostati dal maschile.
Troppo instabili e mobili, troppo cedevoli e assorbenti, ci siamo appoggiate a sguardi che sembravano darci consistenza e senso.
Abbiamo voglia di spazi di intima protetta ricerca, per poter finalmente, con calma e piacere, darci spazio e ascolto.
Fuori dalla necessità di usare linguaggi obbligati vogliamo partire dal nostro corpo, che ci appartiene, e lasciare che si esprima.
E’ una proposta di avventura e molti sapori.